FIDAPA BPW Italy — Sezione di Milazzo Città di Milazzo

L’uomoe la malattia

Relazione dellaDott.ssa Anna BonannoSpecialista in Patologia

venerdì23 ottobre 2026
alle ore17:30
PalazzoD’Amico
FIDAPA BPW Italy · Sezione di Milazzo

Programma dell’incontro


Saluti

Maria Rosaria CusumanoPresidente FIDAPA BPW, sez. di Milazzo
Giuseppe MidiliSindaco della Città di Milazzo
Stefania ScolaroAssessore alla Cultura della Città di Milazzo

Interventi

Pina PerdichizziGià docente di Semeiotica medica
Aurora D’AmicoSpecializzanda in Geriatria
Anna BonannoSpecialista in Patologia
Parte prima

Antropologia
medica


Dott.ssa Anna Bonanno

I
Antropologia medica

Che cos’è


È un settore specializzato dell’antropologia culturale che studia i fattori culturali e biologici nel campo della salute, oltre che le malattie e i trattamenti a cui sottoporre il malato.

L’antropologia medica ha da sempre costituito un modello metodologico di ricerca sul campo per antropologi ed etnologi, utile a comprendere l’apparente complessità delle tecniche e delle strategie di prevenzione e di cura di popolazioni lontane nel tempo e nello spazio.

Antropologia medica

Che cosa studia


STUDIA

i fattori che causano, mantengono e contribuiscono alle situazioni di malattia all’interno delle popolazioni umane;

le strategie e le pratiche che le diverse comunità umane hanno sviluppato per rispondere alle malattie stesse.

Antropologia medica

Salute e malattia nelle diverse culture


Ogni popolazione umana, in ogni epoca, attraverso la propria cultura costruisce una particolare visione del mondo, da cui discende una particolare visione del corpo, e quindi della salute e della malattia.

A partire da una percezione peculiare dell’anatomia, della fisiologia, della biologia, del posto dell’essere umano nel mondo animale, della nozione di normale e di patologico, ogni cultura elabora saperi propri, li trasmette e li declina nella vita quotidiana e nelle occasioni istituzionali.

Papiro Edwin Smith
Papiro Edwin Smith (Egitto, XVII sec. a.C. circa): uno dei più antichi testi medici conosciuti.
Michel de Montaigne
Michel de Montaigne (1533-1592)
Medicina, malattia e cultura

Antropologia del rapporto medico-paziente
(Prof. Andrea G. Drusini)

Ogni uomo porta in sé la forma intera della condizione umana.

Michel de Montaigne, Saggi, III, 2

Le origini

Rudolf Virchow


L’antropologia medica, come sottodisciplina dell’antropologia dotata di uno statuto definito, compare solo negli anni Cinquanta del Novecento.

Lo scambio fra antropologia e medicina moderna cominciò però già alla fine dell’Ottocento con l’opera pionieristica di Rudolf Virchow: patologo di fama, interessato alla medicina sociale, influenzò fra gli altri Franz Boas, padre dell’antropologia culturale americana.

Rudolf Virchow
Rudolf Virchow (1821-1902), fondatore della patologia cellulare
Virchow assiste a un intervento
Virchow assiste a un intervento chirurgico a Parigi, 1900
Le origini

Una prospettiva che matura lentamente


La prospettiva teorica di Virchow trovò pieno posto nella teoria medico-antropologica soltanto a partire dagli anni Settanta del Novecento.

I primi lavori che, a posteriori, possono essere considerati di antropologia medica si devono ad autori che si occupavano di altro e che, nel descrivere le culture tradizionali oggetto dei loro studi, dedicarono attenzione anche ai sistemi di cura.

Le radici prossime

Il secondo dopoguerra


Le radici prossime dell’antropologia medica si trovano nella convergenza, alla fine della seconda guerra mondiale, di diverse prospettive di intervento e di ricerca.

Attorno agli anni Cinquanta molti antropologi furono coinvolti dalla politica internazionale nelle questioni di salute mondiale e trovarono posto in ambito clinico e accademico come insegnanti, ricercatori, amministratori e clinici.

Questa situazione permise loro di concentrare ricerche e studi su temi sempre più strettamente legati alla salute e alla malattia.

La definizione

Le basi della disciplina


Il lavoro iniziale di definizione dell’antropologia medica fu reso possibile e facilitato da:

  • gli studi etnografici sui riti e sulle religioni;
  • le ricerche della scuola antropologica “cultura e personalità”;
  • le solide fondamenta dell’antropologia fisica;
  • l’azione concomitante di un ampio movimento internazionale per la salute pubblica.
La definizione

Una disciplina autonoma


La costituzione dell’antropologia medica in disciplina autonoma non ha una data certa; la prima comparsa del termine si deve a Viktor von Weizsäcker nel 1941.

Gli autori successivi hanno seguito sostanzialmente due percorsi, tra loro in qualche modo complementari:

Clinico-filosofico

il malato come persona, al centro dell’atto medico: la “medicina antropologica” di von Weizsäcker

Etno-antropologico

salute e malattia come fatti culturali e sociali, studiati sul campo nelle diverse comunità

Parte seconda

La malattia nella
storia della medicina


Dalla punizione divina alla cellula: come l’uomo ha guardato la malattia

II
Grecia, V-IV secolo a.C.

Ippocrate di Kos


  • La malattia non è una punizione degli dèi, ma un fenomeno naturale, con cause che si possono osservare.
  • Salute come equilibrio dei quattro umori: sangue, flegma, bile gialla, bile nera.
  • Il medico osserva il malato al letto: nasce la clinica, e con essa la descrizione della facies hippocratica, il volto del morente.
Ippocrate
Ippocrate, incisione di Paulus Pontius da P. P. Rubens, 1638
Pergamo e Roma, II secolo d.C.

Galeno


Medico degli imperatori, sistematizza la dottrina degli umori e fonda le sue conoscenze anatomiche sulla dissezione degli animali.

La sua autorità domina la medicina d’Oriente e d’Occidente per quasi quindici secoli.

Celebre la sua teriaca, preparato di decine di ingredienti ritenuto un rimedio universale e venduto nelle spezierie fino all’Ottocento.

Galeno
Galeno, incisione ottocentesca
Vasi da teriaca
Vasi da farmacia per la teriaca
Persia, X-XI secolo

Avicenna


Ibn Sina (980-1037), medico e filosofo persiano, raccoglie il sapere greco, arabo e persiano nel Canone della medicina.

Tradotto in latino, il Canone resta il testo di base delle università europee, compresa la Scuola Medica Salernitana e le facoltà di Padova e Bologna, fino al Seicento.

Pagina del Canone di Avicenna
Il Canone della medicina, manoscritto del 1597
Europa, 1347-1352

La peste nera


Sbarcata a Messina nel 1347, la peste uccide in pochi anni circa un terzo della popolazione europea.

La malattia torna a essere vissuta come castigo e come destino collettivo: nascono le quarantene, i lazzaretti e le prime magistrature di sanità.

Il medico della peste indossa una maschera a becco piena di erbe aromatiche, contro i “miasmi” ritenuti causa del contagio.

Il medico della peste
Der Doctor Schnabel von Rom, incisione di Paul Fürst, 1656
Il trionfo della morte
Pieter Bruegel il Vecchio, Il trionfo della morte, 1562 circa, Madrid, Museo del Prado. L’immaginario delle epidemie: nessuno sfugge, re o contadino.
Padova, 1543

Vesalio e il corpo


Andrea Vesalio pubblica il De humani corporis fabrica: l’anatomia si fonda sulla dissezione del corpo umano e corregge per la prima volta molti errori di Galeno.

Nel Seicento la lezione di anatomia diventa un evento pubblico, come mostra Rembrandt.

Andrea Vesalio
Vesalio, dalla Fabrica, 1543
La lezione di anatomia del dottor Tulp
Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632, L’Aia
Inghilterra, 1796

Edward Jenner


Jenner inocula al piccolo James Phipps il materiale del vaiolo bovino (vaccinia) e lo rende immune al vaiolo umano.

Nasce la vaccinazione: per la prima volta si previene una malattia invece di subirla. Il vaiolo sarà dichiarato eradicato dall’OMS nel 1980.

Jenner vaccina James Phipps
Ernest Board, Jenner esegue la prima vaccinazione (inizio del XX sec.)
Parigi, 1816

Laennec e lo stetoscopio


René Laennec inventa lo stetoscopio e mette in relazione ciò che ascolta nel torace con le lesioni trovate all’autopsia.

È il metodo anatomo-clinico: il sintomo rimanda a una lesione d’organo. Nasce la semeiotica moderna, l’arte di leggere i segni della malattia.

Laennec all'ospedale Necker
Théobald Chartran, Laennec all’ospedale Necker ausculta un malato di tisi
Seconda metà dell’Ottocento

Pasteur e Koch


Con la teoria dei germi la malattia ha finalmente un “nemico” visibile al microscopio.

  • Louis Pasteur: pastorizzazione, vaccino contro la rabbia (1885).
  • Robert Koch: scopre il bacillo della tubercolosi (1882) e del colera (1883).
Louis Pasteur
Albert Edelfelt, Louis Pasteur, 1885
Robert Koch
Robert Koch (1843-1910)
Berlino, 1858

Virchow: la cellula e la società


Omnis cellula e cellula

Con la patologia cellulare la malattia è la sofferenza delle cellule: la sede del male scende dall’organo alla cellula.

Una scienza sociale

«La medicina è una scienza sociale»: povertà, igiene e condizioni di vita producono malattia. È il ponte verso l’antropologia medica.

Il rapporto medico-paziente

Il malato al centro


Nell’Ottocento l’arte racconta la malattia dal punto di vista di chi la vive e di chi la cura.

Il medico di Fildes veglia una bambina malata: non ha farmaci risolutivi, ma ha presenza e attenzione. Munch dipinge la sorella Sophie, morta di tubercolosi a quindici anni.

The Doctor di Luke Fildes
Luke Fildes, Il dottore, 1891, Londra, Tate
La bambina malata di Munch
Edvard Munch, La bambina malata, litografia, 1896
In sintesi

Come è cambiato lo sguardo sulla malattia

V a.C.

IppocrateGli umori, la clinica

1347

Peste neraQuarantena e contagio

1543

VesalioIl corpo, l’anatomia

1796

JennerLa prevenzione

1858

VirchowLa cellula, la società

1882

Koch e PasteurI microbi

Parte terza

Il concetto
di salute


III
Antropologia medica

La salute non è,
come nell’idea che ce ne siamo fatti in Occidente,

uno stato di perfetto equilibrio

ma

un gioco dinamico

fra la fisiologia, l’ambiente circostante e le strategie culturali, che chiama in causa la malattia come fase di questo processo.

Salute e malattia

Un’unica antropologia


Le due realtà, corpo “sano” e corpo “malato”, sono state a lungo considerate antagoniste, l’una escludente l’altra.

È tipica la lettura biologica della medicina ottocentesca: si individuava il guasto di un tessuto, di un organo o di un sistema e, una volta riparato, la “macchina corpo” riprendeva a funzionare come prima, cioè tornava in salute.

Salute e malattia

Non due condizioni, ma momenti compresenti


Negli ultimi cinquant’anni si sono diffusi modelli più articolati sul modo individuale con cui ogni persona avverte in se stessa gli stati di salute e di malattia: non tanto due condizioni distinte dell’essere, quanto momenti spesso compresenti e difficili da distinguere tra loro.

Due funzioni fondamentali

Omeostasi e cenestesi


Due funzioni fondamentali consentono a ogni persona di vivere la propria corporeità, nella salute e nella malattia, in modo individuale e autonomo. Servono anche alla mens clinica per formulare un giudizio diagnostico capace di cogliere i tratti essenziali dell’originalità personale:

Omeostasi

l’equilibrio interno dell’organismo

Cenestesi

la percezione del proprio corpo

Prima funzione

“Omeostasi”


  • come “equilibrio dell’ambiente interno dell’individuo”;
  • come “mantenimento, al valore normale, delle diverse costanti fisiologiche dell’individuo (temperatura, tono cardiovascolare, composizione del sangue, ecc.)”, regolato dal sistema nervoso vegetativo e dalle ghiandole endocrine.

Abitualmente, con il termine omeostasi ci si riferisce all’insieme dei due aspetti.

Seconda funzione

“Cenestesi”


Indica «la sensazione vaga che si ha del nostro essere, indipendentemente dal concorso dei sensi»; oppure, secondo Deny e Camus, la sensazione dell’esistere data dalla sensibilità vaga e debolmente cosciente, nello stato normale, di tutti i nostri organi e tessuti, compresi gli organi di senso.

Nel Dizionario medico italo-inglese di M. L. Petrilli (Le Lettere, Firenze 1992) coenesthesia è definita “sesto senso”: una scelta sintetica e convincente.

Cenestesi

Una sorta di autofeeling


Per cenestesi si intende l’avvertenza, comune a tutti, del proprio corpo come di un insieme in stato di “normalità” o meno.

È difficile classificare certe sensazioni come segnali sicuri di un’anomalia che sta emergendo: ed è proprio qui che la percezione di una rottura biologica si carica di infinite caratterizzazioni personali, psicologiche, socio-culturali, ideologiche, religiose.

Cenestesi

Le parole del malato


Cenestesi complessiva o indeterminata

  • Non mi sento in forma
  • Devo avere qualcosa
  • Mi sento stanco anche senza essermi affaticato
  • Mi sta passando l’appetito

Cenestesi mirata

  • Ho una sonnolenza inspiegabile
  • Non ho più fame di carne
  • Ho difficoltà a concentrarmi e a ricordare

Se dunque un corpo può definirsi “in salute” quando tutti i suoi comparti omeostatici funzionano a perfetto regime, la malattia dovrebbe essere intesa come evento fisiopatologico conseguente alla rottura di uno o più di questi sistemi.

L'urlo di Munch
La malattia vissuta

Edvard Munch
L’urlo (Skrik)


1893 · Oslo, Nasjonalmuseet
Olio, tempera e pastello su cartone

L’angoscia diventa forma: il corpo e il paesaggio si deformano insieme. È la cenestesi resa visibile, la sofferenza percepita prima ancora di essere spiegata.

Parte quarta

Facies
e patologie


Il volto come specchio della malattia

IV
Semeiotica

Lo studio della facies


Lo studio della facies, cioè dell’aspetto del volto nel suo insieme, fa parte dell’esame obiettivo, rivolto a raccogliere gli elementi obiettivi relativi a:

  • la facies
  • la costituzione e la statura
  • lo stato di nutrizione
  • l’atteggiamento e il decubito
  • l’andatura
  • la cute
  • l’apparato linfoghiandolare
  • l’apparato muscolare, scheletrico e articolare
  • la presenza di edemi
  • la temperatura corporea
  • lo stato del sensorio e della psiche
Semeiotica

La “facies”


In semeiotica è l’aspetto fisionomico caratteristico di certe malattie o sindromi morbose.

Poiché i caratteri particolari sono più evidenti sul volto, la parola ha un significato assai vicino all’italiano faccia. Le alterazioni espressive possono derivare da modificazioni delle componenti anatomiche del volto, ma anche da fattori di ordine psichico.

Foto segnaletica
Foto segnaletica di profilo e di fronte: lo studio sistematico del volto nasce anche dall’antropometria di fine Ottocento.
Semeiotica

Che cosa influenza la facies


Le caratteristiche della facies sono largamente influenzate da:

  • origine etnica e costituzione individuale, sesso ed età;
  • il grado di coscienza;
  • lo stato della cenestesi (benessere, sofferenza, dolore);
  • il carattere e lo stato d’animo;
  • entro certi limiti anche le capacità cognitive: le disabilità intellettive gravi si accompagnano spesso ad aspetti caratteristici della facies.
Facies rotondeggiante

Sindrome di Down
(trisomia 21)


Le alterazioni della struttura ossea del capo danno luogo a tipi particolari di facies. Sono tipici della sindrome di Down:

  • occhi piccoli a mandorla, con rime palpebrali ristrette e oblique
  • epicanto, radice nasale piatta
  • testa piccola con occipite piatto
  • bocca socchiusa, lingua scrotale

Descritta da John Langdon Down nel 1866 con il termine “mongoloide”, oggi abbandonato; la causa (trisomia del cromosoma 21) fu scoperta da Jérôme Lejeune nel 1959.

John Langdon Down
J. Langdon Down (1828-1896)
Bambino con sindrome di Down
Facies orientaloide

Talassemia major


La facies orientaloide è tipica di alcune emopatie costituzionali (talassemie):

  • occhi a mandorla, distanziati tra loro
  • zigomi sporgenti
  • infossamento della radice del naso
  • cranio tendenzialmente turricefalico

L’anemia mediterranea è frequente proprio in Sicilia e nel Sud Italia.

Facies talassemica
Facies acromegalica

Acromegalia


Il volto è allungato per l’abnorme sviluppo dei mascellari, soprattutto dell’inferiore, con prognatismo e diastasi dei denti.

Bozze frontali, zigomi, arcate sopraorbitali e mastoidi sono sporgenti; i lineamenti sono marcati, la cute è spessa, il naso ingrossato e slargato, le labbra carnose e sporgenti.

Facies acromegalica
Acromegalia

Che cos’è l’acromegalia?


È una patologia endocrino-metabolica dovuta a un’eccessiva secrezione di ormone della crescita (GH, growth hormone); provoca una progressiva deformazione del volto, delle mani e dei piedi.

La causa è un tumore, di solito benigno (adenoma), dell’ipofisi, piccola ghiandola endocrina situata alla base del cervello.

L’eccesso di GH aumenta, nel fegato e nei tessuti, la produzione di IGF-I (Insulin-like Growth Factor I), l’ormone che media gran parte degli effetti del GH ed è responsabile della maggior parte dei segni e dei sintomi della malattia.

Facies lunare

Morbo di Cushing


È caratterizzata da accumulo di grasso alle guance e da imbibizione dei tessuti del viso, per cui il volto assume una forma rotonda, “a luna piena”.

La cute è tesa, lucente e arrossata: per il suo assottigliamento lascia trasparire la vascolarizzazione sottostante e la poliglobulia.

Facies lunare
Facies addisoniana

Morbo di Addison


Tipica dell’insufficienza surrenalica cronica (morbo di Addison): è una facies emaciata, dall’espressione astenica, con cute di colore bronzino.

Descritta da Thomas Addison nel 1855: anche il presidente americano J. F. Kennedy ne era affetto.

Facies basedowiana

Ipertiroidismo


Sporgenza dei globi oculari (esoftalmo) con retrazione delle palpebre superiori (occhi sbarrati).

La mimica facciale è vivace e contrasta con la fissità dello sguardo, dovuta alla rarità dell’ammiccamento: ne risulta un’espressione mista di ansia e di terrore.

Morbo di Graves-Basedow

Facies basedowiana
Uno schema per orientarsi

Facies, sindromi e dermopatie


FACIES
DISMORFOLOGIA · SINDROMEdifetti strutturali
DERMOPATIA
DERMOPATIEpeculiari-diagnostiche · frequenti/occasionali
GENODERMATOSIpatognomoniche
VOLTO = FACIESaltre sedi
GENO-NEURO-DERMATOSIprotocolli diagnostici
Dermopatie

Le facies della pelle


  • Facies antonina
  • Facies leonina: ispessimento nodulare dei tratti (lebbra lepromatosa, alcuni linfomi cutanei)
  • Facies seborroica: volto lucido e untuoso (tipica, ad esempio, del Parkinson)
  • Facies atopica: eczema delle guance, pallore, doppia piega sotto le palpebre (dermatite atopica)
  • Facies porfirica
Facies atopica
Facies atopica
Dermopatie

Facies porfirica


Nelle porfirie eritropoietiche la pelle esposta alla luce è estremamente fragile: compaiono bolle, erosioni e cicatrici soprattutto su naso, labbra e guance.

La luce solare diventa il “nemico” della pelle: fotosensibilità.

Facies porfirica
Facies porfirica
Genodermatosi

Xeroderma pigmentoso


Malattia genetica rara in cui la pelle non riesce a riparare i danni causati dai raggi ultravioletti.

Sul volto compaiono precocemente lentiggini fitte, secchezza, macchie e, col tempo, tumori cutanei: la protezione totale dal sole è la principale cura.

Xeroderma pigmentoso
Xeroderma pigmentoso
Geno-neuro-dermatosi

Sclerosi tuberosa


Segni cutanei:

  • angiofibromi del volto
  • placca zigrinata (shagreen)
  • macchie ipomelanotiche (“a foglia di frassino”)
  • placca fibrosa della fronte

2 segni maggiori per la diagnosi definitiva.

Harris-Stith R, Elston DM. Tuberous sclerosis. Cutis 2002; 69: 103-9.

Angiofibromi del volto
Angiofibromi del volto
Macchie ipomelanotiche
Macchie ipomelanotiche
Osservazione clinica del volto
Osservare il volto: l’esame della facies inizia dallo sguardo del medico
Genodermatosi

Sindrome di Goltz

Ipoplasia dermica focale


  • facies peculiare
  • papule periboccali e perinasali
  • lesioni atrofiche rossastre stellate
  • distribuzione secondo le linee di Blaschko
  • sindattilia
  • disabilità intellettiva
Sindrome di Goltz: volto
Sindrome di Goltz: lesioni
Sindrome di Proteus
Sindrome di Proteus
Crescita asimmetrica

Sindrome di Proteus


Rarissima malattia con crescita eccessiva e asimmetrica di ossa, pelle e altri tessuti; prende il nome dal dio greco Proteo, capace di cambiare forma.

Si ritiene che ne fosse affetto Joseph Merrick, l’“uomo elefante” dell’Inghilterra vittoriana, reso celebre dal film di David Lynch (1980).

L’uomo e la malattia

Grazie
per l’attenzione


Dott.ssa Anna Bonanno · Palazzo D’Amico, Milazzo · 23 ottobre 2026

Fonti

Crediti delle immagini


Locandina, foto cliniche, Montaigne, Virchow a Parigi, L’urlo: dalla presentazione originale della Dott.ssa A. Bonanno.

Le immagini storiche provengono da Wikimedia Commons:

Papiro Edwin Smith — foto Jeff Dahl, pubblico dominio.

Ippocrate — P. Pontius da P. P. Rubens, 1638, pubblico dominio.

Galeno, incisione — Wellcome Collection, CC BY 4.0.

Vasi da teriaca — Wellcome Collection, CC BY 4.0.

Canone di Avicenna, manoscritto 1597 — pubblico dominio.

Doctor Schnabel von Rom — Paul Fürst, 1656, pubblico dominio.

Il trionfo della morte — P. Bruegel il Vecchio, Museo del Prado, pubblico dominio.

Vesalio — attr. a Jan van Calcar, Fabrica 1543, pubblico dominio.

Lezione di anatomia del dottor Tulp — Rembrandt, Mauritshuis, pubblico dominio.

Jenner vaccina James Phipps — Ernest Board, pubblico dominio.

Laennec all’ospedale Necker — Théobald Chartran, pubblico dominio.

Louis Pasteur — Albert Edelfelt, 1885, Musée d’Orsay, pubblico dominio.

Robert Koch — Wellcome Collection, CC BY 4.0.

Rudolf Virchow — Tucker Collection, pubblico dominio.

Il dottore — Luke Fildes, 1891, Tate, pubblico dominio.

La bambina malata — Edvard Munch, 1896, pubblico dominio.

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